biografia

La vita di Federico, nei ricordi del suo papà

Federico è nato a Modena il 3 maggio 1965.  La sua famiglia viveva a Milano, ma a Modena abitava il nonno paterno, medico, che ha voluto aiutarlo a venire al mondo: e così Federico è nato a Modena.  Tutto il resto della sua  vita  l’ha trascorso in Lombardia, dove è arrivato poche settimane dopo la nascita. I primi tempi  a Milano, poi a  Monza quando era ancora bambino, poi  a Mantova da ragazzo, poi a  Pavia per gli studi  universitari, poi ancora Milano per il lavoro e la professione, e infine ancora a  Monza, dove ha trascorso gli ultimi giorni della sua breve vita.
Fin da bambino non era il tipo che passava inosservato. Dotato di un carattere vivace, di un’intelligenza molto brillante  e di uno spiccato senso dell’ironia,  suscitava generalmente ammirazione e simpatie. A volte però si attirava anche qualche antipatia,  specialmente quando cercava di stupire o di mettere in difficoltà i propri interlocutori. Queste sue caratteristiche venivano ricordate,  anche  dopo molti  anni, dai suoi insegnanti di Monza, dove ha trascorso la fanciullezza. È stato quello un periodo felice  per  Federico.  Abitava in un complesso con un grande giardino, dove i bambini potevano incontrarsi e giocare senza pericoli. Qualche amico di allora, molto caro, gli è rimasto vicino fino alla fine.  L’abitazione  era a due passi dal parco di Monza e quando c’era la neve  Federico si divertiva a scendere con lo slittino dalle piccole colline del parco. I ricordi di quei giorni sono pieni di colori: il bianco della neve, il verde cupo del bosco di abeti,  il rosso del suo viso di bambino.
Intanto il tempo passava e il periodo di Monza si concluse. All’età di quattordici anni  Federico si trasferì con la famiglia a Mantova, seguendo il lavoro del padre.
Il periodo mantovano,  che ha abbracciato il tempo del ginnasio e del liceo, è stato molto importante per Federico. È in quegli anni che Federico ha cominciato a dedicarsi agli  interessi che poi ha coltivato per tutta la vita, come la passione per la lettura, e sono di quegli anni le amicizie più profonde, quelle che durano per sempre, anche quando la vita ci porta lontano.
Mantova è una città particolare e Federico, pur cogliendone i limiti di piccola città di provincia, la definiva “un microcosmo”, ne subiva il fascino.  Apprezzava quella città in cui tutti si conoscevano, in cui era facile incontrarsi, scambiarsi delle idee e vivere intensamente le amicizie.  Se gli anni di Monza sono stati gli anni gioiosi del gioco, quelli di Mantova  sono stati gli anni  dei rapporti personali profondi,  che hanno resistito al passare del tempo. E oggi Federico  continua a vivere  nel ricordo dei suoi amici di Mantova, che lo hanno stimato per la sua intelligenza,  lo hanno perdonato per il carattere a volte non semplice e gli hanno voluto bene per quello che era.
“Federico era sempre una spanna sopra gli altri” , ha scritto una sua amica di allora e forse anche per questo non l’hanno più dimenticato. Gli anni di Mantova sono stati importanti per la sua formazione e anche per le sue prime esperienze di vita fuori dalla famiglia. Risalgono a quegli anni i primi soggiorni in Inghilterra  per lo studio dell’inglese, paese dove più tardi ritornerà, presso il Trinity College dell’Università di Cambridge, a preparare la tesi di laurea.
Federico frequentò l’università a Pavia, al collegio Ghislieri. Ha sempre amato le sfide  e quando gli dissero che entrare  al Ghislieri non era una cosa facile, volle subito provare e superò brillantemente l’esame di ammissione.
Gli anni di Pavia non furono proprio sereni. Il posto al Ghislieri era prestigioso, ma per mantenerlo bisognava superare tutti gli esami con votazioni  molto elevate e questo comportava impegno, competizione e stress.
Federico si impegnò e si laureò in giurisprudenza con 110 e lode,  discutendo la tesi  "Il ricorso alla House of Lords".  Il giorno della laurea, una fredda giornata di gennaio del 1990, è stato un giorno  molto bello.
Pochi giorni dopo la laurea, per non perdere tempo,  partenza per Chieti per il servizio militare in artiglieria e dopo alcuni mesi trasferimento a Mantova, dove l’obbligo di leva venne assolto in modo molto confortevole.
E dopo la leva il lavoro. Un po’ di praticantato presso lo studio Fario di Mantova,  poi a Milano, come  giurista d’impresa nel Gruppo Belleli, leader nel settore  impiantistico e successivamente nella Direzione Affari Legali della Pirelli.
E poi la professione di avvocato, perché a Federico il ruolo di giurista d’impresa stava un po’ stretto: la sua ambizione era lo studio legale e così ricominciò tutto da capo. Riprese a studiare e superò brillantemente l’abilitazione forense presso la Corte d’Appello di Milano.
Lasciò l’impresa ed entrò nel mondo degli studi legali ed iniziò quella professione che ha tanto amato e in cui ha profuso tanto impegno,  fino alla fine.
I colleghi dello studio Rossotto e Partners, dove Federico ha lavorato, come socio, fino agli ultimi giorni di vita, dicono di lui che era un grande avvocato ed un professionista esemplare.
Nel '97  il matrimonio con Francesca, che purtroppo non è durato ma che è finito in amicizia.
La vita di Federico  non è stata sempre serena, anche a causa di qualche fragilità del suo carattere. È stata una vita vissuta  intensamente e con entusiasmo, ma  anche con ansia e con inquietudine.  Ha avuto tante gioie e tante soddisfazioni, ma  anche problemi e difficoltà.
Certamente l’ultimo periodo, prima della malattia, è stato per Federico particolarmente felice.
Il grande amore per la fidanzata Isabella, le soddisfazioni nella professione, le discese in canoa, sport di cui era appassionatissimo e che praticava appena poteva,  le gite nelle montagne che amava.    Giornate serene, fino all’ultima vacanza con Isabella, a Bali.
Poi, durante il viaggio di ritorno,  i primi segni della malattia: un’ombra nell’occhio, un senso di stanchezza, uno strano pallore. Poi gli esami del sangue fatti precipitosamente, il ricovero all’Ospedale San Gerardo di Monza e la diagnosi terribile: leucemia mieloide acuta e il mondo che crolla addosso.
Federico però non si è abbattuto, ha reagito con coraggio, era convinto di guarire e fino all’ultimo giorno non ha mai smesso di pianificare il suo futuro con la persona che amava.
Se ne è andato improvvisamente il 18 di ottobre del 2008, per le gravi complicazioni intervenute,  proprio quando tutti avevano cominciato a sperare.
Per quelle strane coincidenze del destino,  che fanno pensare, se ne è andato in quarantatré giorni, tanti quanti erano i suoi anni, a pochi passi dai luoghi che lo avevano visto bambino, come se l’inizio e la fine della sua vita avessero voluto ricongiungersi.